sabato 4 gennaio 2014

Philomena – Stephen Frears

un film che deve tutto all’interpretazione di due bravissimi attori, Stephen Frears è bravo a dirigerli in una storia di peccato e perdono, schiavitù e vendita di bambini, Aids e ritorno a casa.
dialoghi fulminanti e colpi di scena fanno sempre ripartire il film, non ci si annoia.
il film avrebbe avuto stupito il pubblico se il convento fosse bruciato, con suor Hildegarde fra le fiamme, e il diavolo che la riceveva all’inferno, ma la sceneggiatura doveva avere una certa coerenza, peccato. Tarantino l’avrebbe fatto, chissà.
“My beautiful laundrette” e “Piccoli affari sporchi” sono ormai d’altri tempi, ma “Philomena” una visita al cinema la merita, Judi Dench e Steve Coogan sono uno spettacolo - Ismaele



L'aver romanzato la vicenda genera personaggi contraddittori (come la stessa Philomena, signora svagata di mezza età che legge con entusiasmo romanzetti Harmony, e contemporaneamente figura di alto spessore morale), limitando di fatto a un livello superficiale il coinvolgimento dello spettatore. Anche nel tirare le fila, il film mantiene il piede in due scarpe: da un lato denuncia senza mezzi termini (e in maniera manichea) i misfatti e il successivo atteggiamento omertoso delle strutture cattoliche in Irlanda, dall'altro lascia che la protagonista "perdoni" i colpevoli, sperando che l'assoluzione coinvolga moralmente anche lo spettatore.

…Philomena e Martin si confrontano e anche si scontrano in materia (anche perché il giornalista non le risparmia mai il proprio scetticismo) ma non si tratta qui di chi abbia ragione o abbia torto. Si tratta piuttosto di un incontro che è sempre possibile quando si è capaci di andare al di là delle barriere che il pregiudizio erige tra le persone. Frears riesce a raccontarlo grazie all'umanità che ha pervaso i suoi film migliori e alle doti di narratore di grande spessore.

... In un film senza difetti come questo, il suo difetto è, paradossalmente, la sua precisione millimetrica, il suo essere sempre "medio". Un film che fa piangere e ridere, una ricetta splendidamente tragicomica, in cui le emozioni sono calmierate e livellate, ma per il quale non si perderà mai la testa con la pancia e con il cuore come per il cinema più irregolare e conflittuale.

En Philomena, la veterana actriz británica muestra toda su habilidad para encarnar personajes entrañables y amables, a pesar, como en este caso, de ser víctima de uno de los dramas más terribles que se puedan concebir. Y es que la historia de Philomena Lee, personaje que interpreta Dench en la película, es tan real como muchas que, por desgracia, hemos ido leyendo en los periódicos de nuestro país últimamente: una mujer a la que separaron de su hijo, que fue vendido en adopción, sólo por haberse quedado embarazada en el tiempo y el lugar equivocados. Años después, ayudada por un periodista caído en desgracia (Steve Coogan, también co-guionista de la película, en un trabajo sorprendente), le buscará cueste lo que cueste. La intensa vitalidad, la alegría que desprende Philomena a pesar de lo horrible de su situación, empapan la película de principio a fin. Gracias a ella, lo que podría haber sido un simple drama británico estándar se convierte en toda una lección de interpretación. 

2 commenti:

  1. Anche a me è piaciuto fino ad un certo punto: troppo ruffiano, probabilmente.
    Certo, se suor Hildegarde fosse morta tra le fiamme del convento, con il diavolo pronto ad accoglierla con un forcone acuminato, avrei apprezzato di più.

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    1. troppo perfettino, ma col finale alternativo...

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