lunedì 24 marzo 2025

L'eau froide - Olivier Assayas

una ragazza e un ragazzo (Christine e Gilles) vorrebbero stare sempre insieme, lui attrae Christine nella sua orbita, lei fa lo stesso con Gilles.

sono due adolescenti con famiglie complicate, genitori separati senza nessun appeal sui figli.

con una colonna sonora bellissima le avventure dei due contro l'autorità, di qualsiasi tipo, terminano in una fuga verso l'ignoto, loro due soli.

un film che non lascia indifferenti, la nouvelle vague colpisce ancora.

buona visione - Ismaele

 

 

QUI si può vedere il film completo, in italiano 


 

Fiammeggiante capolavoro di Assayas (versione estesa di La page blanche, realizzato per la TV nello stesso anno) e, in assoluto, dell'intero cinema francese degli anni Novanta: un appassionato e struggente affresco sul malessere e la ribellione giovanile, tratteggiati e descritti con uno sguardo così intimo e sofferto da evocare le suggestioni più vitali del cinema di François Truffaut, impreziosito da una veste formale di smagliante resa espressiva e memorabile virtuosismo stilistico, come nell'intera sequenza della festa notturna o nella straziante poesia del finale. Con una splendida Virginie Ledoyen e una colonna sonora da urlo (Bob Dylan, Janis Joplin, Leonard Cohen, Creedence Clearwater Revival, Nico, Uriah Heep, Alice Cooper).

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le immagini è come se improvvisamente prendessero vita, una nuova forma, luce, che prima non c'era, è nello sguardo e nel sorriso di Christine. È la forza rigeneratrice dell'amore. Non resterà che la voglia di ricostruire il proprio mondo e la fuga da quello che ha tradito i nostri sogni, così Gills e Christine partiranno insieme per una meta incerta, per costruire una vita insieme. Ma le fughe sono estremamente difficili quando si è ancora adolescenti, sopratutto quando raccontiamo bugie a noi stessi per alimentare un'utopia. Non resterà che scontrarsi con la dura realtà nel bel mezzo del nulla, smarriti tra le acque di un fiume che spezza il paesaggio, un'interruzione simbolica. Un momento di esitazione, di riflessione che si trasforma in un foglio bianco, una lettera senza inchiostro di Christine lasciata a Gills, perché è troppo difficile e doloroso riscrivere la propria storia senza in mano una certezza. Il brusco finale di "L'eau froide" è inaccettabile, perché è quanto di più vero e duro da accettare. Oliver Assayas, con una naturalezza che richiama il cinema di François Truffaut e uno sguardo contemplativo che riecheggia Šarūnas Bartas, realizza un'opera cupa ma vibrante, intensa e memorabile.

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