una ragazza e un ragazzo (Christine e Gilles) vorrebbero stare sempre insieme, lui attrae Christine nella sua orbita, lei fa lo stesso con Gilles.
sono due adolescenti con famiglie complicate, genitori separati senza nessun appeal sui figli.
con una colonna sonora bellissima le avventure dei due contro l'autorità, di qualsiasi tipo, terminano in una fuga verso l'ignoto, loro due soli.
un film che non lascia indifferenti, la nouvelle vague colpisce ancora.
buona visione - Ismaele
QUI si può vedere il film completo, in italiano
Fiammeggiante capolavoro di Assayas (versione estesa di La page blanche, realizzato per la TV nello stesso anno) e, in
assoluto, dell'intero cinema francese degli anni Novanta: un appassionato
e struggente affresco sul malessere e la
ribellione giovanile, tratteggiati e descritti con uno sguardo
così intimo e sofferto da evocare le suggestioni più vitali
del cinema di François Truffaut, impreziosito da una veste
formale di smagliante resa espressiva e memorabile virtuosismo stilistico,
come nell'intera sequenza della festa notturna o nella straziante poesia
del finale. Con una splendida Virginie Ledoyen e una colonna sonora da
urlo (Bob Dylan, Janis Joplin, Leonard Cohen, Creedence Clearwater Revival,
Nico, Uriah Heep, Alice Cooper).
…le immagini è come se improvvisamente prendessero
vita, una nuova forma, luce, che prima non c'era, è nello sguardo e nel sorriso
di Christine. È la forza rigeneratrice dell'amore. Non resterà che la voglia di
ricostruire il proprio mondo e la fuga da quello che ha tradito i nostri sogni,
così Gills e Christine partiranno insieme per una meta incerta, per costruire
una vita insieme. Ma le fughe sono estremamente difficili quando si è ancora
adolescenti, sopratutto quando raccontiamo bugie a noi stessi per alimentare
un'utopia. Non resterà che scontrarsi con la dura realtà nel bel mezzo del
nulla, smarriti tra le acque di un fiume che spezza il paesaggio,
un'interruzione simbolica. Un momento di esitazione, di riflessione che si
trasforma in un foglio bianco, una lettera senza inchiostro di Christine
lasciata a Gills, perché è troppo difficile e doloroso riscrivere la propria
storia senza in mano una certezza. Il brusco finale di "L'eau froide" è inaccettabile, perché è quanto di più vero e duro da
accettare. Oliver Assayas, con una naturalezza che richiama il cinema di
François Truffaut e uno sguardo contemplativo che riecheggia Šarūnas Bartas,
realizza un'opera cupa ma vibrante, intensa e memorabile.
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