lunedì 9 novembre 2015

Tutto può accadere a Broadway (She's Funny That Way) - Peter Bogdanovich

mica lo sai prima di entrare in sala che cosa ti capiterà.
è un film che Woody Allen sogna di girare (come sapeva fare, era il migliore, nel suo genere, ora da un bel po' di anni arranca, o fa film dimenticabili)
la sceneggiatura è perfetta, tutto gira a dovere, e non ti annoi un attimo.
e ridi molto, anche a voce alta, tutti penseranno che sei pazzo, lasciali perdere, il dio del cinema li perdoni, non sanno più ridere, o non sanno perché ridere.
e poi Peter Bogdanovich è un grande, ha fatto pochi film, che hanno lasciato il segno (eccone uno, per esempio).
cercate qualche difetto, non lo troverete, se li sono presi, i difetti, molti altri film, qui non ne è rimasto nessuno.
citazioni e rimandi a mille altri film, per esempio qualcosa di Venere in pelliccia, di Polanski, e mille altri (Billy Wilder, naturalmente, su tutti), in questo film c'è il Cinema.
vogliatevi bene, cercatelo e godetene tutti - Ismaele





Meraviglia. Smagliante ritorno del 76nne Bogdanovich al cinema dopo un’assenza durata parecchio. Una commedia scatenata e insieme di infinita grazia, dai tempi perfetti, dialoghi di inarrivabile brio, attori benissimo diretti. Una giovane escort che vuol far l’attrice innesca senza volerlo una girandola di qui-pro-quo, inganni, tradimenti, mentre vecchie coppie scoppiano e nuove coppie si formano. Terso come una mattina dopo una notte di temporali. Preciso come un orologio svizzero. Cinema semplice e complesso, che rifà la commedia sofisticata dei tempi migliori…

…Uno script impeccabile, sorretto da un cast affiatatissimo e non meno brillante. Bogdanovich cesella ogni personaggio, pur secondario o di passaggio, con arguzia e precisione sottile, regalando a ciascuno un piccolo, esilarante momento di cinema puro (si pensi alla prostituta inebetita di Lucy Punch o alla casalinga coatta interpretata dalla sua musa ed ex compagna di vita Cybill Sheperd). Nella folla dei molti attori, vale la pena citare almeno l'efficacissima e insolita prova di Jennifer Aniston, finalmente libera dalla sua maschera di America's Sweetheart e mai così convincente nei panni di questa psicologa nevrotica, arrogante e sboccata. La vera sorpresa è tuttavia Imogen Poots, venticinquenne inglese dalla voce profonda e l'espressione buffa, che con ammirevole abilità dà vita alla sua travolgente Izzy, ciclone di vitalità miracolosamente in bilico tra malizia e candore, scaltrezza e ingenuità, sfrontatezza e pudore. Una irresistibile commistione di cinismo e romanticismo, proprio come il film.

un tempo le commedie erano macchine di incastri perfette, dove tutto doveva tornare e essere girato a ritmi indiavolati e le battute dovevano fulminare lo spettatore. Erano gli anni eroici di Charles Brackett e Billy Wilder.
Ovvio che siamo di fronte all'ombra di un cinema che non esiste più da anni, ma è davvero piacevole questo tuffo lontano dai supereroi e dagli effetti speciali. Un cinema di pura ingegneria di sceneggiatura e messa in scena. Imperdibile.

2 commenti:

  1. Sembra davvero divertente :) Il titolo italiano mi deprime un po', ma vabbè...

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  2. meno male il titolo è solo sui manifesti :)
    poi te ne dimentichi, promesso

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