sabato 10 ottobre 2015

J'ai tué ma mère – Xavier Dolan

un'opera prima scritta a 16 anni e girata a 20, per molti registi un film così sarebbe il culmine di una carriera, per Xavier Dolan è l'inizio di una serie di film sempre più belli ("Mommy" e "Laurence anyways", per esempio).
la storia è quella di un ragazzo, Hubert, che cerca la sua strada, con una mamma che cerca di fare la mamma, e i conflitti e l'amore fra i due.
dentro c'è il Cinema, provare per credere - Ismaele




QUI il film completo sottotitolato in spagnolo

QUI il film completo sottotitolato in inglese


Dolan pone il suo genio al servizio del romanticismo, non potrebbe mai comprimere il magma passionale con il raziocinio disincantato di un Radiguet verso il suo diavolo in corpo. La conclusione di "J'ai tué ma mère", se ad alcuni parrà deludente, è necessaria a un animo inquieto, incapace di vero distacco verso la propria materia. In "J'ai tué ma mère", come ancora nei film successivi, l'artista sente di non potersi liberare dell'uomo senza tradirne l'autenticità. Per quanta consapevolezza possa usare, il distacco di Dolan non regge sino in fondo. Ma è precisamente in questo afflato, volto a non tradire i propri sentimenti, che si misura la rilevanza del suo cinema. Perciò, al finale di "J'ai tué ma mère", perdoniamo volentieri pure l'abusato espediente di ricorrere a filmini familiari in bassa definizione, per dar vita illusoriamente ai ricordi del passato.

Les comédiens sont formidables. Xavier Dolan, très connu au Québéc, se met lui-même en scène dans le rôle du fils. Sa frimousse et sa gueule d’ange contrastent brillamment avec les noms d’oiseaux qu’il peut jeter à la figure de sa mère en toute impunité. Et on est pendu à ses lèvres quand il se « confie » à sa caméra pour parler de son amour pour celle qui lui a donné vie seize ans plus tôt.
Anne Dorval, magistrale Cricket Rockwell dans la série TV « Le cœur a ses raisons » incarne la mère. Elle nous scotche de rire quand elle défend son attirance pour le mauvais goût, notamment représenté par ses peintures d’animaux accrochées aux murs ou ses abat-jour en léopard. Elle est aussi toute en nuance quand elle apprend par hasard l’homosexualité de son fils. On jubile, enfin, quand, au téléphone, elle menace un directeur d’établissement scolaire qui l’accuse de mauvaise éducation envers son fils !...

…In J’ai tué ma mère rivivono le soluzioni narrative e visive di Truffaut, Godard, Resnais: non si tratta però di sterile decalcomania citazionista; queste infatti vengono rielaborate e adoperate ai fini dello svolgimento, finiscono per essere parte integrante ed indispensabile dell’opera. Dolan è un giovane cineasta cinefilo, ha cultura cinematografica e questo gli permette, a dispetto della giovanissima età (ha diretto il film appena ventenne), una certa concezione della messa in scena fondata su scelte estetiche, opzioni morali, gusti e, più ancora, violenti disgusti.

…Siempre se dice que la primera película suele ser la más autobiográfica, y Dolan reconoció públicamente que Yo maté a mi madre tenía un gran componente autobiográfico. Esta película, en cierto modo, no deja de ser otro de esos dardos llenos de bilis que Dolan el actor lanza a su madre, esta vez en la vida real.
Todos hemos sido –somos- hijos, y todos hemos odiado –odiamos- a nuestra madre. Y vernos en pantalla grande no es fácil. Nos hace ser conscientes de la crueldad que podemos llegar a alcanzar, pero a la vez no podemos dejar de sentirnos identificados con Hubert y sentir su rabia y su incomprensión. Queremos, como él, gritar a su madre.

Gli infantili scoppi di ira del protagonista - incapace di comprendere gli atteggiamenti di una madre da cui vuole marcare la differenza - sono tipici dell'età adolescenziale, così come le difficoltà di comunicazione di una donna sola, in bilico tra amicalità e genitorialità, ma non disposta a rinunciare a una fetta di orgoglio e amor proprio. A non essere tipico e soprattutto non banale è lo sguardo del regista su questa vicenda di passioni trattenute, represse e poi di colpo esplose. Dolan ha il dono di non lasciare indifferenti e già qui ne dà prova, tratteggiando un universo di sentimenti ed emozioni dalle tinte forti, da cui i grigi e le sfumature sono banditi, proprio come avviene nell'adolescenza…

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